Dalla Vendemmia all’Affinamento di Quarta Generazione

Tre Ettari, un’annata.

Tre ettari e alle spalle tre generazioni di enologi e produttori: Quarta Generazione coltiva, cura e affina un Aglianico del Vulture, del quale ora è stato imbottigliato soltanto il 2013, vino simbolo della sua regione, un vino che rimane impresso, destinato a diventare da meditazione.

Il vigneto, frutto di una conoscenza del territorio di quattro generazioni e di una scrupolosa selezione, ha più di dieci anni, a conduzione biologica, per una selezione annua di 20.000 bottiglie. Producendo per ceppo e non per ettaro il peso della pianta viene alleggerito fino a 1.5 kg, salvaguardandola così sino alla vendemmia, a inizio novembre. Siamo nella zona di Macarico, tra due colate laviche di un vulcano spento, il Monte Vulture.  Un luogo in cui la forte escursione termica durante la notte dona beneficio ai grappoli, esclusivamente ad acino piccolo al fine di concentrare al meglio tutte le sostanze coloranti e aromatiche che determineranno la qualità del vino.

La Vendemmia. 

La vendemmia dell’Aglianico del Vulture Quarta Generazione è tra le ultime ad essere effettuata. 

A mano, a inizio novembre, ottenendo così un naturale appassimento della bacca, e attraverso l’utilizzo di piccole cassette da 20 kg circa per realizzare un’ulteriore selezione dei grappoli. Il clima temperato della zona del Vulture in quel periodo dell’anno permette di mantenere costanti e fresche le temperature del grappolo dal vigneto alle vasche in cantina, evitando sbalzi termici che potrebbero compromettere l’evoluzione del futuro vino. Si tratta di uno dei punti di forza di questo vino che contribuisce a fare di esso uno dei più importanti rossi italiani per struttura e longevità.

La vinificazione.

L’uva prosegue il suo percorso in cantina dove inizierà il primo periodo di fermentazione in piccoli contenitori sotto un perfetto controllo della temperatura, e tramite un sapiente utilizzo del delestage, una tecnica di macerazione che permette una migliore estrazione delle sostanze solubili. La seconda fermentazione avverrà in legno, ed ha il prezioso compito di  ampliare la complessità e la morbidezza del bouquet.

L’Affinamento.

In seguito, il vino travasato e rimesso in legno con il suo feccino nobile, riposerà per la durata di un anno , durante il quale si effettueranno batonnage cadenzati al fine di conferirgli spessore e longevità.

Allo scadere di questa paziente attesa, l’Aglianico del Vulture Quarta Generazione viene custodito durante l’inverno in acciaio, per l’ assemblaggio finale.

Dopo più di tre anni di cure e attenzioni, il vino che si ottiene è un Aglianico del Vulture 100% con tutte le sue tipicità, e qualcuna in più: un colore rosso rubino con riflessi violacei, un ampio bouquet con sentori di frutta matura, sottobosco e moderatamente speziati. Giustamente tannico, armonioso ed elegante.

…poi si sente, forte e tenace, l’energia e la passione frutto di una conoscenza del territorio tramandata da quattro generazioni…